Barcolana 2010

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partenza!

martedì 17 gennaio 2012

Le telefonate tra il comandante e la capitaneria

Questa è la registrazione della telefonata tra il comandante Schettino della Costa Concordia e la capitaneria che ha dell'incredibile.

Inizia alla grande Vasco a Key West

Parte da Key la Stagione 2012 di Vasco Vascotto, con l'obbiettivo di puntare a grandi obbiettivi come nella passata stagione. Le acque della Florida aprono l'anno, dando vita alla Quantum Key West Regatta, evento che "catapulta" nella punta estrema delle isole Keys i migliori velisti al mondo, dissipati nella svariate categorie (12 per un totale di 112 imbarcazioni iscritte) che vanno dai piccolo Melges 24, passando per i Farr40, sino ai più grandi Tp52 ed i MiniMaxi. 
La mancanza di Nerone (da sempre l'imbarcazione alla quale Vasco è legato affettivamente per l'amicizia che lo lega allo storico armatore Massimo Mezzaroma) assente a questa tappa, ha visto salire il tattico triestino a bordo di Struntje light GER 40 dell'Armatore Wolfgang Schaefer. A bordo insieme a lui, anche Massimo Bortoletto, altro storico membro di Nerone ITA 1972. 

Due prove con condizioni perfette, sole e vento sostenuto, condizioni tipiche di questo periodo. Il feeling a bordo è sicuramente da rodare per i ragazzi capitanati da Vascotto, ma con l'esperienze dei singoli il risultato è subito a portata di mano. Sono sempre i soliti a far la differenza, Groovederci e Flash Gordon, ma con un secondo e un terzo di manche, la seconda piazza in classifica è il giusto "compenso" per l'imbarcazione tedesca GER 40. Vascotto è soddisfatto della giornata, domani, con condizioni di vento forte, il Comitato di Regata cercherà di portare a casa tre prove, chi ben comincia..... 

"E' un inizio di stagione positivo - sono le parole di Vasco Vascotto, tattico di Struntje Light - le condizioni qui a Key West sono veramente ottimali per regatare, cerchiamo di migliorare il feeling a bordo e di regatare bene, i risultati poi vengon da soli." 

Luna Rossa di nuovo ad Auckland



Auckland – L’equipaggio di Luna Rossa Challenge 2013, radunato ad Auckland, ha varato e portato a termine la prima uscita a bordo del suo AC45.


Luna Rossa, lo ricordiamo, vanta una lunga tradizione in Coppa America. Tre sono infatti le sfide presentate dal team italiano, protagonista già nell’edizione del 2000, conclusasi con la vittoria della Louis Vuitton Cup, quindi del 2003, dove si fermò alle semifinali, e del 2007, dove venne battuto nella finale della Louis Vuitton Cup dai kiwi.


In occasione delle due edizioni neozelandesi – 2000 e 2003 – il team italiano, grazie al suo stile, è diventato particolarmente popolare tra i neozelandesi: “Siamo davvero contenti di essere in Nuova Zelanda – ha spiegato lo skipper Max Sirena – Molti di noi hanno vissuto da queste parti per quasi cinque anni, e sin da quando siamo tornati in Europa non vedevamo l’ora di tornare“.


Il team ha iniziato a pianificare la nuova campagna alcuni mesi fa, ma ha atteso la fine del 2011 per rendere pubblica la scelta di mettersi nuovamente in gioco. Il debutto ufficiale avverrà in occasione dell’America’s Cup World Series di Napoli. Il team sa di dover sfruttare ogni istante del tempo a disposizione per arrivare il più preparato possibile al momento dell’esordio. Per tentare di colmare il gap esistente rispetto agli altri team, Luna Rossa ha raggiunto un accordo con Emirates Team New Zealand.


“Il nostro piano è quello di navigare da soli sull’AC45 per i primi dieci giorni – continua Max Sirena – Una volta presa confidenza con la barca, regateremo contro Emirates Team New Zealand per capire a che punto siamo. Stiamo partendo da zero e abbiamo necessità di colmare il gap“.


Sirena ha poi spiegato che il team, con l’inserimento di alcuni volti nuovi, è ormai quasi completo. Del team è entrato a far parte Chris Draper, già skipper di Team Korea, che si è aggiunto a Francesco Bruni, Matteo Plazzi, con Luna Rossa sin dalla prima campagna quindi vincitore dell’America’s Cup con BMW Oracle Racing, e Paul Campbell-James, timoniere dell’Extreme 40 italiano vincitore del circuito Extreme Sailing Series.


Secondi i progetti iniziali, il team resterà in Nuova Zelanda sino a marzo.

lunedì 16 gennaio 2012

Barche in legno ....che spettacolo

Imbattibile Abu Dhabi allo sprint



Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti - 14 gennaio 2012 - È stato un fine settimana all'insegna della vittoria per il team portacolori di Abu Dhabi, dopo il successo nella Eithad In-port race di ieri nelle acque di casa l'equipaggio ha chiuso con un altro primo posto la sprint della terza tappa, con un finale ad alta intensità agonistica. Alle spalle di Azzam gli americani di PUMA e terzi i francesi di Groupama 4. Quarti gli spagnoli di Telefonica che mantengono la leadership nella generale e quinti gli ispano/neozelandesi di CAMPER. Domani gli scafi verranno ricaricati sul cargo che li porterà nel porto sicuro dell'indiano nell'ambito delle misure antipirateria.


106 miglia in totale la lunghezza dello sprint che costituisce la prima tranche della terza tappa e che ha avuto il via questa mattina dalle acque di Abu Dhabi concludendosi poco prima delle 17.30 (ora italiana) nel porto di Sharjah, a nord di Dubai con la vittoria dell'Abu Dhabi Ocean Racing, che firma così una brillante doppietta proprio nelle acque di casa. La partenza è stata data, fra numerosissime barche spettatori, alle ore 11 precise poco al largo del Race Village. Primo sulla linea e al comando per tutte le otto miglia del percorso costiero fra le boe, il team spagnolo di Telefónica condotto dall'olimpionico Iker Martínez, tallonato da un altro campione della vela olimpica, Ian Walker che ieri aveva coronato il sogno di vincere nelle acque di casa di Abu Dhabi. A seguire, CAMPER with Emirates Team New Zealand, Groupama 4 e PUMA abbandonavano l'emirato, dopo circa 40 minuti di navigazione alla volta del mare aperto. 


Con buone condizioni di vento, inizialmente intorno ai 10 nodi e arrivati poi fino a una ventina, i cinque team si sono quindi affrontati su un percorso di 98 miglia, composto da un veloce tratto al traverso di 70 miglia con rotta nord-est parallelo alla costa, fino a una boa al largo e infine da 17 miglia fino alla linea del traguardo. Ed è stata proprio questa ultima parte in prossimità dell'arrivo, a dimostrare ancora una volta la competitività della flotta, con le cinque barche a darsi battaglia nel buio della notte mediorientale a oltre 20 nodi, distanziate solo di qualche lunghezza. 


La lotta, non si è combattuta solo in termini di velocità pura, ma anche di tattica nell'approccio alla linea. Ian Walker e Ken Read, rispettivamente skipper di Abu Dhabi e di PUMA hanno optato per una rotta più settentrionale e diretta, in copertura degli avversari. Lo scafo nero condotto da Ian Walker ha quindi ottenuto una vittoria all'ultimo respiro ai danni di Read, mentre i francesi di Groupama sono riusciti a distanziare Telefonica, che pure aveva condotto per gran parte del percorso. Sempre ridotti i distacchi, meno di due minuti fra i primi due e meno di dieci fra il primo e il quinto.


"Probabilmente non è stata la nostra migliore regata" ha detto Ian Walker non appena giunto a terra "Abbiamo fatto una brutta partenza ma siamo riusciti a rientrare e il nostro obiettivo era, come sempre, cercare di rimanere fra i leader per poter giocare le nostre carte nel tratto finale, dove sapevamo di essere veloci. Credo che la vittoria sia merito di una buona navigazione e di Jules (Salter, il navigatore di bordo) e di una giusta scelta delle vele. Poi ci siamo posizionati bene per il finale. Spero che potremo essere altrettanto veloci nelle tappe offshore, ma con un tale livello di barche e di uomini non è facile."


Anche PUMA è stato protagonista di un recupero eccezionale, rientrando dal quinto ed ultimo posto fino al secondo, nelle ultimissime fasi della gara, e ottenendo cinque preziosi punti. Lo skipper Ken Read ha dichiarato che il risultato di oggi ripaga il team della delusione del quarto della In-port race di ieri: "Finalmente un po' di fortuna. Dopo tanta sfortuna ci prendiamo tutto il buono di oggi. Siamo soddisfatti perché siamo più veloci alle andature portanti, grazie a qualche modifica che abbiamo fatto. Tatticamente abbiamo scelto la parte giusta nell'ultima parte. Ci rendiamo conto che abbiamo ancora molta strada da fare e che dobbiamo migliorare molto."


Franck Cammas, skipper di Groupama si è detto abbastanza soddisfatto della prestazione: "Dal punto di vista della classifica non va male. Siamo un po' delusi perché fino all'ultimo speravamo in un secondo o persino in un primo posto, ma questa regata così combattuta ci ha permesso di imparare un paio di cose nuove, quindi il bilancio è positivo. Bravi a Abu Dhabi, si meritano la vittoria!"


La sprint assegnava il 20% dei punti della tappa, quindi il vincitore Azzam ha messo in carniere 6 punti, 5 sono andati a PUMA, 4 ai terzi classificati di Groupama, 3 a Telefonica e 2 a CAMPER. Ricordiamo che un punto verrà computato anche per Team Sanya, una volta che l'equipaggio cinese avrà portato a termine la seconda tappa fino al porto sicuro.


La classifica generale non subisce quindi modifiche con Telefonica sempre in vetta a 71 punti, CAMPER a 64 e Groupama a 51 ma che tuttavia fa segnalare un buon bottino da parte di Abu Dhabi, che in soli due giorni ha guadagnato 12 punti e ora ne ha 31 mentre risale in termini numerici anche PUMA, ora a 36 e quarto nel tabellone generale.


Dalla località degli Emirati domani le barche verranno nuovamente, come era successo per la seconda tappa, caricate su un cargo e trasportate oltre la zona più a rischio di attacchi di pirateria. Nel porto sicuro dell'oceano indiano saranno raggiunti anche dal sesto equipaggio, Team Sanya, e saranno pronti a ripartire, verosimilmente intorno al 23 gennaio, alla volta della Cina con una difficile e impegnativa navigazione di circa 4.000 miglia.


Classifica provvisoria sprint Abu Dhabi - Sharjah 
1. Abu Dhabi Ocean Racing, 6:29:45 (6 punti) 
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +01:16 (5 punti)
3. Groupama sailing team, +03:24 (4 punti)
4. Team Telefónica, +05:00 (3 punti)?
5. CAMPER con Emirates Team New Zealand, +08:49 (2 punti)
6. Team Sanya, DNS **

sabato 14 gennaio 2012

Tragedia all'isola dell'Giglio la Costa Concordia si incaglia sei vittime

La Concordia sulle secche di Punta Gabbianara

Sei persone sono morte nell’ incidente occorso ieri sera alla nave da crociera Costa Concordia, incagliata su una secca davanti all’isola del Giglio. Un bilancio che, per i soccorritori, potrebbe non essere ancora definitivo, mentre, intorno alle due di notte, due o trecento persone attendevano ancora, sulla nave inclinata, di essere tratte in salvo con gli elicotteri. La paura arriva all’ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 dei quali passeggeri e circa mille di equipaggio) sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell’Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, «per precauzione». Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento. Sembrava, all’inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma poi, durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si è gettato per la paura mentre lo scafo si inclinava sempre più, e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, nè si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.

La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo, ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia. L’Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettività, era a due passi quando il «tempio galleggiante del divertimento», per motivi ancora da accertare, si è incagliata alle secche di Punta Gabbianara, la punta più a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub. La Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. E proprio dall’Isola del Giglio sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, «qualsiasi cosa abbia un tetto» e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i passeggeri della nave. Più tardi è cominciato, per alcuni di loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano.


«Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra»: così ha raccontato Luciano Castro, da bordo della Costa Concordia. All’inizio è stato detto che si trattava di un guasto elettrico, ma tutti si sono accorti che i bicchieri sul tavolo non stavano più in piedi. «Scene da Titanic», commenta Mara Parmegiani, giornalista, come Castro, e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia. Prima l’invito ad avvinarsi alle scialuppe «per precauzione», poi ogni incertezza è stata spazzata via da sette fischi brevi ed uno lungo: il segnale di abbandono nave. Verso la Costa Concordia che stava calando le scialuppe si sono avvicinati anche altri natanti che incrociavano nella zona, anche uno dei traghetti che fa servizio tra l’Isola del Giglio e Porto Santo Stefano, mezzi dei vigili del fuoco da Livorno e da Civitavecchia, delle capitanerie di porto e della guardia di finanza.


Verso l’una la situazione si complica: l’armatore fa sapere che «la posizione della nave, sta diventando più difficoltosa, sta complicando le ultime operazioni di sbarco». È sul fianco, ormai, e a bordo ci sono ancora centinaia di persone. Prima dell’arrivo degli elicotteri, in diversi cadono nelle acque gelide del Tirreno a gennaio.



venerdì 13 gennaio 2012

In port race - Ian Walker, vittoria in casa



Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti - 13 gennaio 2012 - I beniamini locali dell'Abu Dhabi Ocean Racing guidati dall'olimpionico britannico Ian Walker si sono aggiudicati la Etihad Airways In-Port Race al termine di una emozionante battaglia con i francesi di Groupama 4, secondi sul traguardo. Terzo CAMPER with Emirates Team New Zealand, PUMA quarto mentre i leader della classifica generale, gli spagnoli di Team Telefónica, finiscono quinti.


Azzam, lo scafo nero dell'Abu Dhabi Ocean Racing ha vinto nettamente la Etihad Airways In-Port Race per la felicità dei migliaia di fan che hanno affollato le acque e il Race Village della prima tappa mediorientale nella storia della Volvo Ocean Race. I cinque team si sono affrontati oggi su un percorso costiero di otto miglia di lunghezza nelle acque di Abu Dhabi, con vento leggero intorno ai sette nodi, che ha tuttavia permesso alla flotta di completare la prova in meno di un'ora. La partenza è stata data in perfetto orario alle 14 locali, e i cinque team hanno tagliato la linea, in poppa, guidati da PUMA migliore sullo start, che tuttavia ha dovuto effettuare un giro di penalità per un problema di diritto di rotta con Team Telefónica. Abu Dhabi si è portato al comando alla prima boa, tallonato da Groupama 4 che ha preso la testa alla seconda boa, ma poi Azzam è rientrato e ha controllato fino alla linea del traguardo, al termine di una divertente battaglia che si è conclusa con soli 57 secondi di distacco.


La vittoria e i sei punti in palio per il primo posto sono andati quindi al team portacolori dell'Emirato, cinque punti per i francesi del Groupama sailing team, mentre il terzo gradino del podio e quattro punti sono andati agli ispano/neozelandesi di CAMPER with Emirates Team New Zealand. Al quarto posto, complice anche una penalità nelle prime fasi, gli americani di Puma Ocean Racing powered by BERG mentre i leader della classifica generale, gli spagnoli di Team Telefónica, hanno tagliato in quinta posizione.


A bordo della barca vincente, che si era già aggiudicata la In-port di debutto ad Alicante, S.A.R. il principe Andrea di York e il dignitario locale lo sceicco Shakhboot bin Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, oltre naturalmente ad Adil Khalid il 23enne, primo cittadino emiratino a partecipare al giro del mondo a vela che anche in questa occasione ha trattenuto a stento la sua felicità, sventolando un enorme bandiera degli Emirati Arabi Uniti, prima di essere gettato in acqua dai suoi compagni.


Un soddisfatto Ian Walker, non appena tagliata la linea, ha dichiarato che la vittoria odierna ripaga il team della delusione del quinto posto nella seconda tappa. "Avevamo così tanta voglia di vincere questa regata che eravamo pronti a prendere dei rischi" ha detto lo skipper di Azzam, che oggi ha recuperato sei importanti punti "E sapevamo che una vittoria sarebbe stata qualcosa di molto speciale per noi. Siamo coinvolti in un'odissea lunga nove mesi ma oggi, per noi, è il giorno più importante di tutti. Non avevamo mai visto così tante barche spettatori e ci sono molti che non conoscono la vela, ma che ora possono gioire nel vedere la loro bandiera sventolare. Non so che dire, è una giornata fantastica! Questo è lo sport, un giorno sei giù e non riesci a trovare una via d'uscita, un altro torni a casa da vincitore. Qualcuno ci chiederà se la vittoria di oggi ci ridarà sicurezza, ma la realtà è che non avevamo mai perso la speranza. Ci sembra di aver appena cominciato la regata. A volte va bene, a volte no, la cosa più importante è godersi i momenti positivi."


Il Groupama sailing team, che si era aggiudicato il primo posto nella sprint della seconda tappa, ha messo in carniere altri 5 punti per il secondo posto, un risultato che soddisfa i francesi: "Sono molto felice del risultato, ma soprattutto sono felice del lavoro del mio equipaggio, un netto miglioramento, che è l'obiettivo che ci eravamo posti per questo stopover di Abu Dhabi." Ha detto lo skipper Franck Cammas "Stiamo migliorando e si vede, la barca è veloce e tutti sono concentrati sul lavoro. È positivo, perché significa che abbiamo raggiunto il livello successivo."


L'ultimo gradino disponibile del podio è andato a CAMPER with Emirates Team New Zealand, guidato dall'australiano Chris Nicholson, che nelle cinque prove disputate finora si è sempre piazzato fra i primi tre: "In questa regata le cose possono cambiare molto in fretta. Si è sempre sul filo del rasoio. Basta un cattivo risultato per cambiare tutto. Ci sentiamo bene in questa posizione e speriamo di migliorare ancora, non vediamo l'ora di migliorare."


I risultati della In-port di oggi non cambiano la classifica generale, sempre guidata dagli spagnoli di Telefónica a 68 punti, a cui però si sono avvicinati gli avversari di CAMPER, ora distanziati di soli sei punti e i francesi di Groupama restano in terza piazza a 47.


Domani alle 11 italiane, la partenza della prima parte della terza tappa, da Abu Dhabi verso la località cinese di Sanya con una sprint verso Sharjah di un centinaio di miglia circa, prima che ritorni in gioco il piano antipirateria, come era avvenuto per la frazione precedente. Le previsioni meteo sono positive, con un vento fresco dai 13 ai 16 nodi per la navigazione costiera che andrà ad aumentare quando le barche si allontaneranno dalla costa, arrivando a 18/22 nodi di intensità.


Dopo la sprint, le barche saranno nuovamente caricate sulla nave che le porterà oltre la zona di maggior rischio di attacchi dei pirati e verso il porto sicuro, dove la flotta sarà anche raggiunta da Team Sanya, che qualche giorno fa è ripartito dall'isola di Madagascar dopo aver effettuato le necessarie riparazioni all'albero e che sta facendo rotta proprio verso il porto segreto. L'equipaggio portacolori di Sanya, per regolamento e pur non avendo disputato la regata di oggi, se porterà a conclusione la prima tranche della seconda tappa, otterrà comunque punti validi ai fini della classifica finale.