Barcolana 2010

Barcolana 2010
partenza!

venerdì 9 marzo 2012

Avvistata Elisabeth in golfo?

Elisabeth da spettacolo davanti a Grignano
Trieste 9 marzo 2012 - Non si sa che fine ha fatto Elisabeth, l'animale che la scorsa estate ha calamitato l'attenzione dei cittadini con le  sue spettacolari evoluzioni lungo la nostra costiera da Miramare a Sistiana, se ne sono perse le tracce dallo scorso autunno.
Gli ultimi avvistamenti, infatti, risalirebbero ai primi di ottobre, ancora prima della Barcolana dunque, quando il delfino era comparso nella zona davanti alla baia di Sistiana e successivamente non si era fatto più vedere.
«Elisabeth era stata avvistata in Grecia nel 2008, da cui proviene. Lì c’è una popolazione di delfino comune ancora abbastanza consistente, potrebbe essere tornata alla colonia. Questo è possibile e non è da escludere», lo pensa Milena Tempesta, biologa della Riserva marina di Miramare. L'ipotesi di un ritorno a casa pare plausibile, se si pensa che anche il cucciolo che la accompagnava si era già allontanato lo scorso aprile.
La settimana scorsa, però, l'avvistamento, da parte di alcune persone, di un animale della stessa specie (Delphinus delphis) a largo della diga Rizzo ha alimentato la curiosità e, per i suoi molti simpatizzanti, la speranza di rivederlo e di assistere ancora ai suoi spettacoli. I biologi però frenano l’entusiasmo: «Non abbiamo motivi per pensare che sia lei, certamente è lo stesso mammifero». Il delfino è piuttosto riconoscibile, e chi l’ha visto ha detto che potrebbe essere Elisabeth scorta più volte durante l’estate scorsa. «Bisognerebbe comunque avere delle foto, specialmente quelle della pinna dorsale sarebbero determinanti, per la forma e per le caratteristiche cicatrici della delfina», precisa Milena.
Per poter accertare l'identità del delfino, i biologi della Riserva marina del Wwf di Miramare chiedono la collaborazione di chiunque pensi di averlo visto: «Chiediamo di comunicare a noi o alla Capitaneria di porto qualsiasi avvistamento così da poter scattare qualche foto».

giovedì 8 marzo 2012

Groupama ipoteca la vittoria?

Franck Cammas skipper della barca francese
Auckland New Zeland - 8 marzo 2012 - Le barche alla testa della flotta durante la notte sono entrate in una zona di conflitto fra due venti, che ha provocato una compressione. Groupama è stato il primo a soffrirne le conseguenze ma è anche riuscito a tirarsene fuori, mantenendo praticamente inalterato il suo vantaggio e continuando la sua corsa verso il traguardo di Auckland. Mentre Telefónica difende la sua seconda posizione, PUMA e CAMPER si rifanno sotto aprendo una lotta a tre per il podio. Anche Abu Dhabi e Team Sanya recuperano terreno per un finale che sarà tutto tranne che privo di emozioni.

Con un passaggio indolore della zona di vento leggero ed entrati ormai nella brezza fresca i francesi di Groupama sembrano potersi avviare verso la vittoria della quarta tappa, la prima per loro in questa Volvo Ocean Race. Lo skipper Franck Cammas nella notte ha condotto il suo team oltre l'area di relativa calma, mantenendo quasi intatto il suo margine sugli inseguitori, che oggi alle 14 era ancora superiore alle 108 miglia, quando ne mancavano 460 al traguardo.

Avendo raggiunto la zona di maggior vento per primo, Groupama ha consolidato la sua posizione, visto che il sistema meteo si sta portando ad est e il buon flusso d'aria continuerà ad accompagnare il team francese mentre gli inseguitori dovranno affrontare brezze più leggere. Team Telefónica, PUMA e CAMPER rispettivamente in seconda, terza e quarta posizione, infatti, si prevede possano entrare nei venti da sud est questo pomeriggio. Della situazione potrebbero approfittare anche Abu Dhabi e Team Sanya, quinti e sesti, facendo una rotta più diretta su Cape Reinga, la punta settentrionale della Nuova Zelanda.

Dopo diciotto giorni di regata, di lotta contro gli elementi, di poco sonno e molta concentrazione tuttavia la stanchezza comincia a farsi sentire a bordo di tutti i sei Volvo Open 70, anche a bordo di Groupama che deve restare in guardia contro gli attacchi degli avversari. Se l'equipaggio francese trova motivazione nel desiderio di cogliere la prima vittoria in una prova oceanica, deve d'altra parte restare vigile fino alla linea, come ha sottolineato il watch captain Thomas Coville. "Ora siamo entrati in un bel vento, un buon segnale per noi. Un po' ci pensiamo alla vittoria... ma non è ancora finita. Viviamo nel momento, ogni ora, ogni cambio di turno, come finirà lo vedremo solo alla fine. La regata è finita solo quando si taglia il traguardo..."

Alle spalle dello scafo verde e arancio la lotta per le posizioni di rincalzo si fa sempre più accesa con Telefónica a 108 miglia, ma PUMA e CAMPER non lontani a 12 e 35 miglia di distanza dagli spagnoli. Il capitano di Telefónica Pepe Ribes, ha dichiarato che il team sta facendo di tutto per consolidare la sua seconda piazza, in uno scenario complicato da temporali e molta instabilità mentre lo skipper Iker Martínez ha riconosciuto che CAMPER e PUMA hanno saputo giocar bene le loro carte e che la situazione nel tratto finale si presenta tutt'altro che semplice.

Gli americani hanno avuto un'altra nottata difficile, con altri buchi di vento improvvisi, che hanno fatto riavvicinare gli ispano/neozelandesi di una decina di miglia, facendoli rientrare in gioco per il podio. Il navigatore Will Oxley e lo skipper Chris Nicholson hanno portato CAMPER su una rotta più occidentale, per cercare di erodere il vantaggio dei due team davanti a loro. Nicholson ha detto di sperare di poter evitare, in questo modo, di cadere nelle zone di bonaccia e di recuperare miglia preziose nel tratto conclusivo verso Auckland.

"Al momento stiamo passando in un'area di vento leggero, cercando di uscire dal flusso di nord est e entrare in quello nuovo da sud est. PUMA è molto sopravento a noi ma sembra che abbia qualche problema a convertirlo in vantaggio al traguardo. Speriamo di essere a vista quando entreremo nell'aria nuova e allora ricomincerà il duello."

Durante la notte anche Abu Dhabi e Team Sanya hanno ripreso rispetto alla flotta, navigando al lasco a velocità superiori ai 16 nodi. Ma, nelle ore del mattino hanno anche loro cominciato a sentire gli effetti della zona di transizione, con velocità più basse. Come testimoniato dal prodiere australiano di Abu Dhabi Wade Morgan. "Abbiamo appena issato la vela più grande, il Code 0. Abbiamo circa 11 nodi di vento ma sta calando, pensiamo che scenderà ancora." D'altro canto lo scafo portacolori degli Emirati potrebbe evitare le trappole in cui sono caduti i team più avanti. "Abbiamo un'idea chiara di dove si trovano e possiamo capire che vento hanno, quindi pensiamo di poter individuare la parte migliore da cui passare. Ian (Walker) e Jules (Salter) controllano in continuazione per capire quale sia il modo migliore per attraversare. Speriamo di non fermarci, questo è il nostro obiettivo."

Le previsioni indicano che Groupama si avvicinerà alla costa neozelandese nel primo pomeriggio di domani, venerdì, fra le sei e le otto ore prima del trio degli inseguitori. Dopo aver passato North Cape, le barche dovranno affrontare le 190 miglia fino a Auckland, dove si spera possano giungere nelle prime ore della mattina di sabato.

Al rilevamento delle ore 14 di oggi, Groupama 4 resta in prima posizione a 460 miglia da Auckland con un vantaggio 108,3 miglia su Telefónica e 120,8 su PUMA. CAMPER è in quarta posizione a 143,8 miglia mentre Abu Dhabi e Team Sanya hanno recuperato entrambi e ora si trovano a 219,6 e 244,9 miglia dai leader. Le ultime previsioni suggeriscono che l'arrivo dei primi potrebbe avvenire sabato mattina.

L'andamento della quarta tappa può essere seguito con la cartografia, che da oggi è in modalità LIVE con aggiornamenti ogni 60 secondi, e le ultime notizie sul sito internet www.volvooceanrace.com

mercoledì 7 marzo 2012

Basta paura del mare, iPad diventa un chartplotter impermeabile!

Largo a sua maestà l'iPad a bordo! Ecco la soluzione all'unico problema del tablet in mare: gli agenti stmosferici. Grazie alla custodia impermeabile non ci saranno più spruzzi o tempeste che tengano! Intanto le vendite vanno alle stelle con un futuro assicurato anche nella nautica, dove la "tavoletta magica" della Apple è sempre più presente a bordo grazie anche alle applicazioni di Navionics e C-Map per la navigazione che manderanno in pensione i vecchi chartplotter.

Oggi è il giorno della presentazione mondiale del nuovo iPad. Il tablet della Apple, sempre più venduto e diffuso, è ormai lo strumento tecnologico del futuro. E non poteva non esserci la nautica tra i tanti settori di applicazione: grazie al GPS incorporato la "tavoletta" ha un'ottima copertura ovunque ed è molto facile nel suo utilizzo. Sempre più diffuse anche le App dei navigatori, su tutti Navionics e C-Map. Ora anche il problema dell'umidità e dell'acqua (principali nemici dell'iPad) sono stati sconfitti e da oggi potrete portare il tablet a bordo senza temere di rovinarlo. 

ECCO LE CUSTODIE IMPERMEABILI PER IL VOSTRO TABLET APPLE
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martedì 6 marzo 2012

Groupama allunga ma non è ancora detta l'ultima parola

Sedicesimo giorno di regata dalla partenza e Groupama 4 dello skipper Franck Cammas continua a allungare sui più diretti avversari, avendo messo fra sé e gli americani di PUMA 112 miglia e ancora di più sugli spagnoli di Telefónica, oggi a oltre 165. Un margine dovuto a una strategia di regata molto pulita e al fatto che nelle ultime 24 ore i francesi hanno fatto registrare una velocità media di 17,2 nodi, di ben 2 nodi superiore a quella di PUMA.
Guidata dalla barca verde e arancio la flotta sta per entrare nell’ultima porzione della quarta tappa, poco più di mille miglia, che costringerà tuttavia i sei team alla massima concentrazione, visto che le condizioni meteo potrebbero ancora riservare delle sorprese. Punto strategico sarà il passaggio del North Cape, a 800 miglia sulla prua dei leader, dove le previsioni parlano di condizioni di vento leggero, che potrebbero aggiungere intensità al finale.

In un collegamento audio/video oggi lo skipper Franck Cammas è apparso soddisfatto ma cauto riguardo ai possibili sviluppi della situazione: “Non si può ancora dire che abbiamo imboccato l’autostrada per il traguardo. Fra due giorni dovremo superare una transizione, con aria leggera. E poi ci saranno 400 milgia di bolina fino alla punta nord della Nuova Zelanda e da lì fino ad Auckland ci sarà un altro cambio che potrebbe dare alle barche dietro la possibilità di riavvicinarsi. Quindi purtroppo non possiamo ancora raccontare la fine della storia. Anche se abbiamo un bel margine di 100 miglia. Non ci sono grandi opzioni, la sola cosa certa è che i tempi delle transizioni non saranno gli stessi, le barche davanti e quelle dietro saranno posizionate in maniera differente rispetto ai sistemi meteo. Essendo davanti noi potremmo entrare in una zona di aria leggera mentre gli altri potrebbero riavvicinarsi. Dovremo cercare di usare al meglio il nostro vantaggio.” Cammas ha anche fatto riferimento all’unico velista neozelandese a bordo dello scafo francese, Brad Marsh. “Brad spera di essere il primo kiwi ad arrivare in Nuova Zelanda! Spero che sarà accolto come un eroe nazionale, riceve un sacco di richieste di interviste dalla tv e dalla radio. Spero che l’arrivo sia un grande momento per lui.” E lo stesso Marsh ha dichiarato che sarebbe un “Un momento storico. Ma cerco di non pensarci troppo perché sono una persona che si emoziona facilmente.”

Con Groupama così avanti, per gli americani di PUMA, sempre secondi, l’unica chance per un possibile riavvicinamento sarebbe che i francesi fossero rallentati da una zona di arie leggere, nella parte meridionale dell’isola. Una situazione che, come si ricorderà si è presentata altre volte nella lunga storia del giro del mondo, con vittorie o sconfitte al photofinish. Ma Ken Read e i suoi devono anche guardarsi le spalle dai i leader della classifica generale, gli spagnoli di Telefónica che hanno un solido margine sugli inseguitori e continuano a spingere nel tentativo di riavvicinarsi nell’ultimo tratto verso Auckland. Una situazione complessa, che l’MCM iberico Diego Fructuoso spiega così: “Pare che i giorni rimasti non saranno per niente facili. Andrew Cape (il navigatore) prevede che il vento sarà instabile e leggero, il che significa che potremmo arrivare più tardi del previsto ad Auckland. Groupama e Sanya sono più distanti, ma gli altri quattro sono davvero vicini e tutto è possibile. Il nostro terzo posto è buono, in termini di classifica generale, specialmente considerando come è andata la tappa.”

A 52,8 miglia dalla poppa di Telefónica, CAMPER cerca di avvicinarsi pur controllando Abu Dhabi, sperando di poter beneficiare della sua posizione più orientale quando si presenterà il cambio come ha dichiarato il navigatore Will Oxley: “Dobbiamo fare i conti con la realtà, cioè che Groupama ha un bel vantaggio e che sono difficili da riprendere a questo punto e Telefónica è sempre molto veloce. Però ci potrebbero essere ancora delle opportunità per provarci con Telefónica, e al contempo fare in modo di restare davanti a Abu Dhabi.”

Abu Dhabi e Sanya, rispettivamente in quinta e sesta posizione, avanzano separati lateralmente il primo sulla rotta di PUMA e Groupama e il secondo sottovento alla flotta. Malgrado un ritardo di più di 37 miglia da CAMPER, lo skipper britannico Ian Walker spera che le 110 miglia di separazione laterali fra la sua barca e quella di Chris Nicholson possano giocare a suo favore nell’approccio alla Nuova Zelanda permettendogli di riagguantare la quarta piazza.  

Mentre i leader iniziano quello che si prospetta come un finale emozionante, cominciano a sentirsi gli effetti di una bassa pressione che ha origine nella zona delle Fiji e avrà una grande influenza sulla navigazione in approccio del North Cape, la punta settentrionale della Nuova Zelanda.  Rimanere alti ed evitare angoli stretti al vento potrebbe far correre ai team il rischio di avvicinarsi troppo al centro del sistema, dove l’aria è più leggera. Navigare più bassi con condizioni di vento maggiore potrebbe invece comportare un lungo tratto di bolina per passare il capo. I navigatori dovranno quindi escogitare un sistema di compromesso fra l’avvicinarsi al centro della bassa pressione e navigare miglia di contro vento. A oggi il sistema non si è spostato molto, ma continua a rimanere instabile. Successivamente, una volta passato il North Cape, ammesso che la bassa pressione rimanga stazionaria e non si muova verso il centro della Nuova Zelanda, le ultime miglia potrebbero essere un corridoio di vento, il che garantirebbe certamente un grande spettacolo per l’arrivo.

Secondo le ultime previsioni l’arrivo ad Auckland dei leader potrebbe avvenire sabato mattina e se i pronostici saranno rispettati, le barche potrebbero giungere sul tragaurdo distanziate solo di poche ore, dopo più di 21 giorni ininterrotti di regata.

Al rilevamento delle ore 14 di oggi, Groupama 4 resta in prima posizione a poco più di 1.034 miglia da Auckland con un vantaggio 112 miglia su PUMA e 165,4 su Telefónica CAMPER è in quarta posizione a 218,2 miglia mentre Abu Dhabi ha perso qualcosa e si trova a 255,7 miglia e Team Sanya chiude la flotta a 391 miglia dai francesi.

domenica 4 marzo 2012

Groupama continua a condurre

Oceano Pacifico 4 marzo 2012 - Nella terza settimana di regata, la flotta è oltre la zona delle calme equatoriali. In testa i francesi di Groupama 4 e secondi, gli americani di PUMA.

Dall’altra parte del campo di regata, Telefónica mantiene la terza piazza, avendo ceduto solo una quarantina di miglia nel passaggio delle Isole Salomone e punta a rientrare sui leader, mentre CAMPER ha dovuto lasciare la quarta posizione ad Abu Dhabi.

Come ha dichiarato Andrew Cape, navigatore del team iberico, l’opzione della barca azzurra non è stata priva di rischi ma ha contenuto le perdite: “E’ stato un salto nel buio, non sapevamo che corrente e che ridosso avremmo incontrato, ma tutto sommato è andata bene. Considerando quanto abbiamo guadagnato con questa mossa su team come Abu Dhabi, siamo abbastanza contenti del risultato. Sarebbe stato molto peggio se fossimo andati a est, l’alternativa sarebbe stata diabolica, dovevamo fare quel che abbiamo fatto. Abbiamo ancor delle opportunità e poi la situazione meteo non è ancora chiara, ci vorranno sei o sette giorni prima di arrivare vicino alla Nuova Zelanda, e le previsioni stanno cambiando in fretta. Quella è una zona dove le cose si mescolano sempre e molto potrebbe succedere.” Il navigatore australiano ha però riconosciuto che le barche a est potrebbero avere un vantaggio strategico. “Hanno la possibilità di poggiare e guadagnare miglia su di noi e forse è quello che stanno facendo e quello che succederà nel prossimo periodo. Poi c’è da affrontare la Nuova Caledonia e loro potranno scegliere da che parte passare.” Malgrado ciò Cape si è detto certo che il team continua a puntare alla vittoria. “Siamo qui per vincere, penso che fra tre o quattro giorni ci saranno un sacco di situazioni difficili su cui giocare.”

Ormai scesi sotto la barriera delle 1.600 miglia al traguardo di Auckland, i battistrada francesi continuano a beneficiare della loro posizione sia in termini strategici che di velocità, all’ultimo rilevamento superiore a quella di tutti gli avversari. Il timoniere irlandese Damian Foxall ha spiegato così le scelte del team transalpino: “Sono stati Jean Luc (Nélias, il navigatore) e Franck (Cammas lo skipper) a organizzare le cose per lasciare le Salomone a destra. Eravamo la barca più a est e abbiamo evitato le zone di convenzione e i salti di vento che si trovano più sottocosta. Anche se abbiamo avuto un periodo di bonaccia durante la notte, il risultato finale è positivo. Negli ultimi giorni abbiamo guadagnato qualche miglio qua e là. Però bisogna tenere in considerazione che la classifica si calcola in rapporto alla meta di Auckland, ma per noi e il resto della flotta la corsa ora è verso sud. Siamo la barca più meridionale, la più al vento, con gli altri sottovento, quindi siamo in una posizione di controllo.” Foxall riconosce al contempo la bontà dell’opzione messa in campo dagli spagnoli. “Telefónica ha fatto bene, hanno poggiato al momento giusto e hanno accelerato, tornando nel match.”

Superati senza grandi problemi i Doldrum ora i team rivolgono la loro attenzione alle condizioni instabili e variabili del mar di Tasmania, dove come scrive oggi l’MCM di PUMA Amory Ross: “L’unica cosa certa è l’incertezza. Le previsioni non sono molto affidabili per i prossimi giorni.” Gli americani devono anche fare gara per mantenere la loro seconda posizione. “Con Groupama davanti un bel po’ di miglia e Telefónica più a sud di noi, c’è molto di cui preoccuparsi oltre alla meteo.”

Secondo il meteorologo della regata Gonzalo Infante la flotta dovrebbe godere di un flusso consistente di vento da est/sud-est intorno ai 10/15 nodi nel mar dei Coralli, prima che la brezza rinfreschi e giri a sud-ovest, favorendo le barche con una posizione più orientale.

I primi dovrebbero raggiungere la Nuova Caledonia lunedì pomeriggio, che probabilmente verrà lasciata a ovest. Da quel punto in poi, le barche dovranno affrontare un tratto di bolina fino ad Auckland, dove si prevede possano arrivare verso il 10 marzo.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 4 marzo 2012:
1. Groupama sailing team, a 1.597,1 miglia da Auckland
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +89,4
3. Team Telefónica, +142,1
4. Abu Dhabi Ocean Racing, +170,8
5. CAMPER con Emirates Team New Zealand, a 190,4
6. Team Sanya, +269,4

venerdì 2 marzo 2012

Verso gli 0°00'00'' di latitudine la battaglia continua



Oceano Pacifico 1 marzo 2012 I sei team impegnati nella quarta tappa continuano la loro discesa verso sud e l’equatore, ormai distante poco più di 300 miglia. La flotta è a poco più di 2.600 miglia dalla meta di Auckland.

Mentre il leader Groupama 4 si difende dagli attacchi degli americani di PUMA, i più veloci, Telefonica recupera lentamente ma con costanza per salvaguardare i suo terzo posto lottando con Abu Dhabi. CAMPER è quinto e Team Sanya sesto ma si difende con coraggio e limita il distacco.

Intanto si studiano le strategie per il passaggio delle calme equatoriali. Le previsioni indicano che la flotta dovrebbe entrare nella zona dei Doldrum sabato prossimo, con venti intorno ai 10 nodi che permetteranno ai sei team un passaggio piuttosto rapido. Nelle prossime ore i sei team dovrebbero passare l’Equatore ed entrare nell’emisfero meridionale.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 1 marzo 2012:
1. Groupama sailing team, a 2.645,2 miglia da Auckland
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +76,1
3. Team Telefónica, +90,3
4. Abu Dhabi Ocean Racing, +99,9
5. CAMPER con Emirates Team New Zealand, a 115,6
6. Team Sanya, +165,6

giovedì 1 marzo 2012

Rotta Sud-Est a 20 nodi

Oceano Pacifico 29 febbraio 12 - I sei team della Volvo Ocean Race sono finalmente entrati nel flusso di vento di aliseo di nord est, che li porterà verso l’equatore e la meta finale di Auckland.

La flotta avanza con rotta sud-est divisa in due gruppi, a ovest e sottovento Telefónica, Team Sanya e CAMPER; a est e sopravento PUMA, Abu Dhabi e Groupama, tutti a velocità elevate e vicine se non superiori a 20 nodi.

I prossimi giorni fino all’equatore saranno ideali per tentare di avvicinare o battere il record di percorrenza sulle 24 ore.

I primi a beneficiare dell’arrivo del vento da nord est sono stati i team posizionati più a est, ossia i leader provvisori di Groupama 4 che fanno anche registrare le velocità medie più alte della flotta, ben superiori ai 20 nodi e che hanno portato il loro vantaggio a 55 miglia, secondo l’ultimo rilevamento delle ore 13 GMT.

Nella prima tappa, da Alicante a Città del Capo era stato CAMPER with Emirates Team New Zealand a fissare l’asticella a 554.16 miglia conquistando l’IWC Schaffhausen Speed Record Challenge e secondo il meteorologo Gonzalo Infante gli ultimi modelli meteo e di navigazione suggeriscono che diversi team hanno la possibilità di fare meglio nei prossimi giorni, soprattutto quelli che possono godere di angoli più larghi.

Più ad est dei transalpini solo gli americani di PUMA, per cui l’arrivo del vento porta anche molto sollievo dopo che ieri la loro corsa era stata temporaneamente rallentata da una zona di vento leggero.

Più a ovest si trovano invece gli ispano/neozelandesi di CAMPER with Emirates Team New Zealand, e gli spagnoli di Team Telefónica guidati da Iker Martínez in seconda e terza posizione rispettivamente ma che continuano a combattere per cercare di mantenere le velocità degli avversari.

Se i leader e PUMA nelle ultime ore hanno tenuto medie di 21 nodi, a bordo di Azzam, lo scafo nero di Abu Dhabi condotto da Ian Walker, si sono registrate punte superiori ai 25, che hanno consentito anche il sorpasso ai danni di Team Sanya, oggi sesto.

I sei team hanno ancora più di 3.600 miglia da coprire sino ad Auckland dove si prevede possano arrivare verso il 9 marzo, la linea dell’equatore si trova a circa 1.400 miglia e 500 più a sud la zona delle calme equatoriali, i Doldrum.