Barcolana 2010

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partenza!

lunedì 6 febbraio 2012

Maserati Record Cadice - San Salvador



Sono 1170 le miglia percorse da Maserati in meno di 3 giorni di navigazione. Le condizioni a bordo sono difficili ma il morale dell’equipaggio continua a essere alto. Nella telefonata delle h 11 di stamattina Giovanni Soldini ci spiega le ragioni dell’ultima strambata verso sud: “Stiamo dirigendoci verso sud ovest, mure a sinistra, rotta 240. Per i prossimi due, tre giorni sarà questa la rotta: dobbiamo abbassarci fino a 20 N per evitare le piatte che stazionano sui 40 W. Purtroppo dobbiamo fare un bel po’ di strada in più rispetto alla rotta ideale verso le Bahamas, ma non abbiamo altra scelta”.

domenica 5 febbraio 2012

Team Sanya chiude la terza tappa



Sanya, Cina - 5 febbraio 2012 - È stato un arrivo davvero speciale, un'accoglienza unica quella che è stata riservata a Team Sanya, l'equipaggio cinese che è ha concluso oggi la terza tappa della Volvo Ocean Race, dopo oltre quattordici giorni di navigazione. Tutti i team sono arrivati, i velisti si concedono il meritato riposo mentre gli shore team iniziano i lavori di controllo e verifica su scafi e attrezzature. Il Race Village sarà il punto focale delle attività per le prossime due settimane.

Migliaia di fan hanno aspettato fino a notte per dare il loro caldissimo benvenuto ai velisti di Team Sanya, la prima barca cinese a prendere parte alla Volvo Ocean Race, per l'arrivo nel porto di casa. E, per aggiungere valore, è stato proprio il primo velista del grande paese asiatico a condurre la barca oltre la linea del traguardo. Teng Jiang He, meglio conosciuto con il soprannome di Tiger, aveva un sorriso enorme, d'orgoglio e di felicità, una bandiera cinese drappeggiata intorno al corpo, quando alle 12:35:17 (ora italiana) ha tagliato la linea del traguardo insieme ai suoi dieci compagni di viaggio.

Malgrado un aspetto visibilmente stanco, gli undici velisti erano anche l'immagine della contentezza, accolti con una festa degna di rock star, con richieste di autografi e grandi e piccoli in fila per avere una foto insieme a loro. I flash delle macchine fotografiche hanno prodotto quasi altrettanta luce che quella creata dallo spettacolo di fuochi artificiali che hanno accompagnato l'equipaggio sul "red carpet" e fino al palco per la cerimonia ufficiale, con oltre 200 artisti e musicisti, fra cui decine di percussionisti tradizionali, ballerini in costume da leoni e dragoni, nel più puro stile dello spettacolo cinese.

Teng "Tiger" Jiang He è stato il protagonista assoluto del momento, tanto da rimanere stranamente senza parola per l'emozione. L'uomo d'affari 37 anni, che ha iniziato a navigare a vela solo due anni fa è stato accolto dalla moglie e dai due figli sulla banchina e ha potuto, sopraffatto dalla gioia, pronunciare solo qualche frase. "È bellissimo, il risultato non è stato dei migliori, ma sono felicissimo di arrivare nel mio paese, e specialmente per i festeggiamenti dell'anno nuovo. Domani è un giorno di festa in Cina, quindi sono molto contento. E rivedere la mia famiglia è fantastico."

Anche l'esperto Mike Sanderson, skipper di Team Sanya, ha detto che arrivare è stata un'esperienza unica, resa ancora più speciale dall'accoglienza della gente del luogo. "È incredibile" sono state le parole del neozelandese che nell'edizione 2005/2006 della regata portò ABN AMRO ONE alla vittoria. "È tardi, è domenica sera qui è l'accoglienza è stupenda. Tiger ha timonato per le ultime miglia e ha fatto un lavoro eccezionale, ha fatto moltissima strada." Commentando il sesto posto, Sanderson ha detto: "Siamo agonisti, non vogliamo fare il giro del mondo restando in coda alla flotta. Dobbiamo guardare avanti. Abbiamo molte cose positive da prendere e possiamo certamente rendere la barca più veloce. Ho già voglia di avere un'altra opportunità di regatare. Credo davvero che questa tappa non rifletta le nostre vere possibilità, e per questo vogliamo un'altra chance."

L'arrivo in Cina non è stato privo di avversità per il team, che si è trovato a combattere in molte occasioni, non ultima la rottura della struttura che sostiene i verricelli in pozzetto, avvenuta ieri. Ma, ancora una volta, gli uomini guidati dallo skipper kiwi sono stati pronti a reagire e ha ritornare a navigare nell'ultimo tratto verso il traguardo, che hanno tagliato 32 ore dopo il vincitore Team Telefónica. Team Sanya, concludendo la tappa, ha ricevuto cinque punti, per un totale aggiornato di 16 punti sul tabellone generale.

L'arrivo del team locale, e i successivi festeggiamenti, sono stati solo l'inizio delle numerose attività previste nel Race Village di Sanya, Nelle prossime due settimane il villaggio sarà infatti, il punto focale delle attività della Volvo Ocean Race, fino al 19 febbraio quando verrà dato il via alla quarta tappa, da Sanya a Auckland in Nuova Zelanda, per un totale di oltre 5.200 miglia. La prima regata valida i fini della classifica è la In-port, che si disputerà il giorno precedente la partenza, sabato 18 febbraio.

Classifica provvisoria terza tappa, seconda tranche da Malè a Sanya:
1. Team Telefónica, FIN - 12d, 19h, 58m, 22s
2. Groupama sailing team, FIN - 12d, 21h, 45m, 24s
3. CAMPER con Emirates Team New Zealand, FIN - 12d, 23h, 28m, 23s
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, FIN - 13d, 00h, 29m, 12s
5. Abu Dhabi Ocean Racings, FIN - 013d 03h 05m 05s
6. Team Sanya, FIN - 014d 04h 35m 16s

Classifica generale provvisoria Volvo Ocean Race 2011-12:
1. Team Telefónica, 95 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 80
3. Groupama sailing team, 71
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 48
5. Abu Dhabi Ocean Racing, 39
6. Team Sanya, 16

sabato 4 febbraio 2012

Volvo Ocean Race - 200 miglia all'arrivo


Sanya Ciana - 3 febbraio 2012 - Mancano ormai poco più di 230 miglia agli spagnoli di Team Telefónica al traguardo di Sanya, e la loro leadership sembra ormai difficile da intaccare anche da parte degli "arcirivali" della tappa, i francesi di Groupama 4 che la scorsa notte a causa di una collisione con un oggetto galleggiante e la rottura della scotta della randa hanno perso miglia preziose, ma che rimangono saldamente in seconda piazza. Più incertezza per le posizioni di rincalzo, con CAMPER, Abu Dhabi e PUMA racchiusi in sole venticinque miglia. Intanto in Cina si preparano festeggiamenti in grande stile per quella che potrebbe essere la terza vittoria di tappa degli spagnoli.

Quasi tutta la flotta, ad eccezione di Team Sanya, è ormai uscita dalla zona di ridosso del Vietnam e naviga in mare aperto, dirigendosi verso la linea del traguardo della località cinese di Sanya, quarto stopover della Volvo Ocean Race 2011/2011. Dopo aver compiuto innumerevoli virate nelle ultime 36 ore, i cinque team posso ora navigare con un angolo al vento un poco più largo che permette loro di fare rotta quasi diretta verso la meta, distante ormai poco più di 230 miglia. I leader sono ancora gli spagnoli di Team Telefónica che hanno consolidato il loro vantaggio in maniera costante ad ogni rilevamento e che oggi alle 14 (ora italiana) potevano contare su un margine di 29,1 miglia sui francesi di Groupama ed erano anche la barca più veloce con 14,8 nodi con circa 20 nodi di vento. Gli iberici potrebbero quindi essere molto vicini alla terza vittoria di tappa consecutiva della Volvo Ocean Race.

Lo skipper Iker Martínez, in un collegamento telefonico con il quartier generale della regata ad Alicante ha raccontato le ultime fasi della navigazione. "Abbiamo passato l'ultimo giorno nel posto più pericoloso della tappa, eravamo un po' nervosi per la paura di un incidente. Ma siamo riusciti anche a regatare e siamo stati fortunati con il vento, abbiamo avuto quel che volevamo. Come immaginerete adesso siamo pronti per arrivare in Cina! Il piano è di risalire per poter poi mollare le scotte, nell'approccio a Sanya. Ma tutto potrebbe cambiare all'ultimo istante. Ci è piaciuta questa tappa, perché regatare su queste barche è incredibile, ma per me è stata anche una delle tappe più pericolose da tanto tempo, c'erano navi, abbiamo navigato vicino alla costa, in bassi fondali e con un sacco di pescherecci. E poi bolina e ancora bolina, tutto il tempo, da Singapore in poi. Fino a ora ci siamo divertiti perché è andato tutto bene, una bella lotta ma molto stancante, specialmente in questi ultimi due o tre giorni."

Al momento, pare assai improbabile che i francesi di Groupama, che hanno battagliato con gli spagnoli praticamente quasi per due terzi della tappa, possano mettere in pericolo la leadership dello scafo azzurro. I transalpini dovrebbero essere in grado di navigare almeno 1,5 nodi più veloci per poter riavvicinare e passare gli spagnoli, e visto che entrambe le barche hanno dimostrato ottime prestazioni alle andature più larghe una tale ipotesi è difficile da fare. Durante la notte, il team francese ha vissuto attimi concitati a causa di una collisione con un oggetto galleggiante e poi per la rottura della scotta della randa. Ecco come ha raccontato l'incidente lo skipper Franck Cammas: "La scotta della randa si è rotta quando eravamo ancora sottocosta al Vietnam, abbiamo sentito un colpo e dieci secondi dopo non c'era più. Abbiamo dovuto cambiarla tutta. È strano perché è una cosa che non succede spesso, con la qualità delle cime di oggi. Però era sotto carico massimo. Abbiamo perso un po' di miglia ma non è stato complesso sostituire la scotta con quella di rispetto." Quanto alla possibilità di superare i leader di Team Telefonica il velista oceanico transalpino ha detto che è una chance abbastanza lontana. "Credo che ora Telefónica abbia un margine ampio, e oggi hanno guadagnato ancora, sono molto veloci di bolina. Speravamo di avere un po' più di navigazione al lasco, perché è un'andatura che ci si confà, ma anche loro ci si trovano bene. Hanno un vantaggio tale, che ci lascia poche speranze. Poche, se non un temporale, una raffica buona per noi e cattiva per loro. Comunque sarà molto difficile recuperare in sole 200 miglia." Cammas, tuttavia si è detto felice della posizione che Groupama 4 occupa in classifica. "Siamo contenti del posto, anche se preferiremmo non avere nessuno davanti. Ma queste sono condizioni in cui non diamo il meglio, siamo comunque riusciti a stare nel gruppo di testa, una cosa che ci fa molto piacere. Prima di partire abbiamo detto che un posto sul podio non sarebbe stata una cosa negativa, quindi un secondo posto è positivo."

Alle spalle dei due battistrada si sta combattendo una interessante, e intensa battaglia, per il terzo gradino del podio con CAMPER, che pure è stato vittima di un "incontro ravvicinato" con una rete da pesca che si è impigliata nella chiglia, attento ad ogni mossa di Abu Dhabi Ocean Racing, che insegue sottovento a 15 miglia e di PUMA distanziato di 25 miglia ma sopravento. Le prossime ore, anche per questi tre team saranno una gara alla ricerca della massima velocità, cosa non facile visto che tutti i velisti sembrano essere molto provati, fisicamente e mentalmente dagli ultimi due giorni di mare, irti di ostacoli. Su tutti e sei i Volvo Open 70, gli uomini sono esausti, messi alla prova dalle continue manovre, dalla necessità di spostare tutto il materiale a ogni virata, dalla mancanza di sonno e di cibo e dal bisogno di attenzione costante per evitare collisioni.

E sarà ancora più dura per gli undici velisti di Team Sanya, in sesta posizione a meno di duecento miglia dai leader e a quattrocento dalla meta, che nelle prossime ore dovranno affrontare ancora vento di bolina intorno ai trenta nodi e mare formato e che prevedono di dover virare almeno 15 volte per rimanere sottocosta ed evitare l'area più difficile.

L'arrivo della prima barca a Sanya è previsto per le prime luci dell'alba in Europa, quando sarà mattino inoltrato in Cina (la differenza di fuso orario è infatti di otto ore rispetto all'ora GMT) con distacchi abbastanza ridotti in termini di tempo, considerando le oltre 3.000 miglia di navigazione. Il primo classificato si aggiudicherà 24 punti, al secondo ne andranno 20, e 16, 12, 8 e 4 rispettivamente agli altri.

Intanto nel Race Village di Sanya, si stanno dando i tocchi finali ai festeggiamenti per gli equipaggi, che si preannunciano in grande stile. Nell'enorme area, di 25.000 metri quadrati, saranno oltre 200 gli artisti e i performer, oltre naturalmente alle autorità locali, che daranno il benvenuto ai velisti con uno spettacolo basato sulle tradizioni culturali e folcloristiche locali delle etnie Li e Miao.

Al rilevamento delle ore 13 GMT Team Telefónica in prima posizione a poco più di 230 miglia da Sanya, in seconda i francesi di Groupama 4 a 29,1 miglia e, in terza gli ispano/neozelandesi di CAMPER with Emirates Team New Zealand a 50 miglia dai battistrada. Abu Dhabi Ocean Racing è quarto a 65,4 miglia. Gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG sono quinti a 75,4 miglia e Team Sanya, sesto a 192,7.

giovedì 2 febbraio 2012

Scelte tattiche



Mar cinese meridionale - 1 febbraio 2012 - Sono ormai in pieno mar cinese meridionale, i sei team partecipanti alla terza tappa della Volvo Ocean Race, in condizioni che come previsto si vanno facendo più impegnative. Telefonica mantiene la testa e resiste ai tentativi di attacco dei francesi di Groupama 4, CAMPER si è portato in terza posizione mentre la mossa più audace è quella di PUMA, che ha deciso di "splittare" dalla flotta facendo rotta verso est. I giochi, a meno di 700 miglia dal traguardo sono ancora, incredibilmente, aperti.


Cambiamenti nella classifica provvisoria della terza tappa verso Sanya. La scorsa notte, mentre i due leader Team Telefónica e Groupama continuavano a battagliare per la prima posizione, è stata la scelta di Ken Read di portare il suo PUMA Mar Mostro nella parte più orientale del campo di regata a fare notizia e ha scombussolare le carte, CAMPER è risalito in terza posizione e Abu Dhabi in quarta, ma bisognerà attendere le prossime ore per vedere se il diverso bordeggio degli americani si rivelerà vincente.


Secondo Amory Ross, il Media Crew Member del team statunitense, la scelta coraggiosa è stata dettata dalla lettura dei dati meteorologici e sebbene comporti una distanza più ampia da coprire, l'opzione potrebbe portare lo scafo nero in un'area con venti più favorevoli, quindi con un minor numero di virate e una corrente meno intensa. Come confermato dal navigatore stelle e strisce Tom Addis. "È una separazione piuttosto consistente, rimangono circa 800 miglia prima del traguardo ed essere così distanti non è una cosa comune, ma a volte la meteo ordina di fare delle cose e quindi si finisce in posti, eccoci qui. Siamo andati ad est , su un bordo mure a sinistra, preso il salto che cercavamo e stamattina abbiamo rivirato verso nord. Siamo indietro sul tabellone ma la nostra posizione rispetto alla flotta è buona, speriamo di uscire con un buon passo e riuscire a passarli. La scommessa dipende dalla direzione del vento e dalla corrente, c'è un sacco di corrente nel mar cinese meridionale e la prima motivazione della nostra scelta è proprio quella di evitare la corrente contraria. La vela è uno sport pieno di variabili, si gioca su un campo dove le cose continuano a cambiare, ogni barca fa le sue scelte e noi abbiamo sempre favorito l'est per la corrente e perché pensiamo che avremo un vento meno forte rispetto agli altri."


L'opzione occidentale presa dal resto della flotta, porterà i team a navigare al traverso della costa del Vietnam, con un continuo lavoro di virate seguendo le alture e i capi, delle manovre che consumeranno ulteriormente l'energia fisica dei velisti. Basti considerare che una virata, in queste condizioni di vento, con lo spostamento di tutto il materiale e la rimessa in assetto della barca può durare una trentina di minuti. Sebbene questa rotta sia più corta, costringerà i team a oltrepassare una zona di burrasca e di mare molto forte, con il rischio connesso di possibili rotture, ma che porterà poi gli scafi in una zona più tranquilla sottocosta.


I leader provvisori della tappa, gli spagnoli di Team Telefónica hanno grande fiducia della loro barca e delle sue prestazioni in queste condizioni, il loro principale obiettivo rimane la difesa dagli attacchi dei più immediati inseguitori, i francesi di Groupama 4, che nel caso di una vittoria di tappa ritornerebbero sotto agli iberici anche nella classifica generale. Lo skipper Iker Martínez, nel suo blog oggi ha ben delineato la situazione. "Scusatemi se non mi sono fatto sentire per un po', ma non ho avuto un attimo di tempo per sedermi tranquillo a scrivere, senza che succedesse qualcosa di importante! Non è che ora siamo più rilassati, siamo passati dall'avere la regata più o meno nelle nostre mani alla lotta con Groupama. Quindi, siamo calmi ma attenti e continuiamo ad essere in testa. Abbiamo deciso di prendere un'opzione meno rischiosa, lasciando andare Groupama ma controllando CAMPER, Abu Dhabi e PUMA. Loro sono quelli che hanno rischiato di più con una scelta radicale a est. È impossibile dire cosa succederà dopo... quando arriveremo vicino alla costa del Vietnam, avremo un'idea più precisa delle posizioni, vedremo domani..."


A bordo dello scafo verde e arancio dei francesi, l'equipaggio si è preparato mentalmente e fisicamente alle prossime ore, riposando quando possibile, e mangiando per tenere a bada la fatica. "In un momento in cui abbiamo bisogno di sonno, esausti nel fisico e nella mente, dobbiamo lavorare come un team per spingere al massimo insieme." Ha detto il prodiere Brad Marsh. "La barca comincia a sbattere con il vento che aumenta e le onde che crescono. È come andare con una mountain bike di carbonio. Si può. Ma non è certo comodo e non si sta bene, non ci sono sospensioni e il rapporto è completamente sbagliato." Al rilevamento di oggi alle 13 GMT la distanza fra i due leader era di 7 miglia ma secondo il timoniere francese Erwan Israël la battaglia non è certo finita, anzi "Adesso i giochi sono più aperti. Il campo di gara è più grande e le barche vanno per rotte diverse. È la vela oceanica, noi siamo rimasti a ovest e siamo ansiosi di vedere cosa succederà in seguito."


Intanto, CAMPER è risalito in terza posizione e si trova a meno di quaranta miglia dai primi. Anche secondo il co-skipper Stu Bannatyne la situazione non è ancora definita. "Ci sono opportunità di guadagnare e di perdere, soprattutto per PUMA che ha preso una rotta diversa. Per le altre barche che si stanno tenendo più sottocosta, si tratta di giocare sui piccoli dettagli, sulle variazioni di direzione del vento e di saper sfruttare bene l'orografia della costa, evitando ostacoli come le reti da pesca. Speriamo di continuare a recuperare e di portarci abbastanza vicino per tentare qualcosa nello sprint finale verso Sanya."


Lo skipper di Abu Dhabi Ocean Racing Ian Walker, oggi quarto a 76 miglia ha descritto le ultime 12 ore come "torride". Con l'arrivo del vento forte lo scafo nero degli emirati sperimenterà la prima navigazione di bolina con vento e mare da quando aveva disalberato poco dopo la partenza da Alicante in novembre. "Mentirei se dicessi che non sono preoccupato per l'albero e il sartiame, ma tutto dice che è ok." Il test sarà passato efficacemente una volta che a bordo si isserà il fiocco pesante e si daranno due mani di terzaroli, cosa che non è mai successa dal montaggio del nuovo armo a Città del Capo.


Team Sanya, rimane ancora in ultima posizione con un gap di oltre 250 miglia, ma ha fatto registrare una piccola rimonta nelle ultime tre ore dal rilevamento ufficiale delle 10.


La classifica odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede ancora Team Telefónica in prima posizione a meno di 700 miglia da Sanya, in seconda i francesi di Groupama 4 a 7 miglia e, in terza sono risaliti gli ispano/neozelandesi di CAMPER with Emirates Team New Zealand a meno di 40 miglia dai battistrada e Abu Dhabi Ocean Racing quarto a 76 miglia. Per effetto della loro diversa opzione tattica gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG, sono scesi in quinta posizione con 118, 4 miglia e ben 800 di separazione laterale, Team Sanya è sesto a 256,8 miglia. Il più veloce del lotto, alle 14 ore italiane era Abu Dhabi, che navigava a 12,4 nodi con un vento di circa 16 di componente nord-est.

mercoledì 1 febbraio 2012

Telefonica vola, ancora 900 miglia per Sanya



Selia – Non c’è un attimo di respiro per i velisti della Volvo Ocean Race, anche oggi i tre team leader hanno continuato nella loro lotta con continue virate, e diversi capovolgimenti di fronte, navigando contro vento verso l’ultimo passaggio obbligato prima delle quasi 500 miglia al largo della costa vietnamita, che li porteranno infine sul traguardo di Sanya in Cina. Le istruzioni di regata, infatti prevedono che le barche lascino a sinistra un grande arcipelago, a circa 150 miglia dalla costa orientale della Malesia, prima di poter far rotta diretta sull’obiettivo finale.


Al rilevamento delle ore 13 GMT i primi della flotta si trovavano proprio al traverso di Selia, nella parte più a est del gruppo di isole. Team Telefónica dell’olimpionico iberico Iker Martínez mantiene la leadership e resiste ai continui attacchi degli avversari francesi di Groupama 4, che ormai stanno con il fiato sul collo dell’equipaggio della barca azzurra da giorni e che stamattina avevano anche preso provvisoriamente la testa. In terza posizione gli americani di Puma Berg, rimangono una presenza costante e ravvicinata, per il duo.


Il terzetto, è ora ingaggiato nell’ennesima battaglia tattica per portarsi oltre le isole, e le prossime ore non si prospettano diverse, con una regata che assomiglia di più a una costiera, con i team che si coprono e cercano la migliore layline, più che una tappa in oceano aperto. E tuttavia, le previsioni meteo con venti e mare in rinforzo danno qualche preoccupazione ai velisti.


Il navigatore di Telefónica, Andrew Cape ha affermato che a bordo della barca spagnola entrambe le sfide si prendono molto sul serio, e che non c’è dubbio che sarà una lotta fino alla meta finale in Cina: “Sarà ravvicinata la lotta con Groupama. Sono un equipaggio molto buono e si fa fatica a scrollarseli di dosso. Sono molto vicini e possiamo vedere anche Puma Berg in distanza. Quando fanno qualcosa noi dobbiamo reagire molto velocemente, perché non si può prendere alcun rischio con questi distacchi minimi. Sono troppo vicini per i nostri gusti. Ma sarà bello vedere cosa può succedere”.


Secondo il “collega” navigatore di Groupama 4, Jean-Luc Nélias non è detta l’ultima parola, con così tanta strada ancora da fare: “Il distacco è ridicolo, se si pensa a quello che ci attende, comunque siamo felici di essere dove siamo”.


A 60 miglia dalla poppa dei leader, Camper ETNZ ha confermato la sua reputazione di barca che cammina bene di bolina, sfruttando i 15 nodi di vento per sorpassare Abu Dhabi Ocean Racing e portarsi in quarta posizione, dopo due giorni di duello con lo scafo degli emirati. Il giovane timoniere neozelandese e asso della specialità del match race, Adam Minoprio ha confermato che il team si trova bene nelle condizioni attuali, dopo l’uscita dallo stretto e che passare Abu Dhabi è stato positivo: “Dobbiamo navigare di bolina, che è quello a cui siamo più abituati, abbiamo riguadagnato bene su Abu Dhabi e quindi siamo ottimisti. Eravamo dietro ma nelle ultime otto ore abbiamo scelto la sinistra, preso un bel giro di vento e li abbiamo passati”.


Le buone prestazioni di bolina di Camper ETNZ sono state confermate anche da Robert Greenhalgh, il watch captain di Abu Dhabi che ha detto di non essere sorpreso dalla migliore velocità dello scafo bianco e rosso: “Quando siamo usciti dallo stretto di Singapore sapevamo che ci avrebbero passato abbastanza in fretta. E questa mattina è successo”. Tuttavia Greenhalgh ha detto che il suo equipaggio spera che si presentino altre opportunità di recuperare nelle prossime 24 ore, quando le condizioni si faranno più dure: “Con più vento le la situazione potrebbe livellarsi. Quando il vento supera i 25 nodi e il mare è formato, tutti possono dire la loro”.


Dopo un passaggio dello stretto piuttosto difficoltoso, che li ha visti accumulare un distacco superiore alle 180 miglia, i velisti di Team Sanya e il loro skipper Mike Sanderson sono stati gli ultimi a lasciare Singapore, il Media Crew Member Andrés Soriano ha raccontato nel suo blog quotidiano di come lo scafo multicolore abbia schivato per pochissimo un “colpo”, evitando per un nulla di rimanere in una rete di un pescatore poco comunicativo: “Durante la notte, nel buio più assoluto, abbiamo notato una piccola boa bianca che stava andando sotto la chiglia. Dopo poco è uscita dall’altra parte. Dopo un breve momento di sollievo, ne abbiamo vista un’altra e poi un’altra ancora, tutte in linea. Erano circa una ventina. Sottovento si stava avvicinando una barca, che in realtà stava proprio tirando a bordo le boe bianche. Abbiamo tentato di comunicare con le persone a bordo ma senza successo, quindi abbiamo cercato di evitare le boe. Sull’ultima c’era una piccola luce verde”.


Questo pomeriggio Team Sanya ha passato il faro di Horshburg raggiungendo il resto della flotta nel mar cinese meridionale dove, nelle prossime 24 ore si prevede un netto peggioramento delle condizioni di navigazione, con venti forti e onde alte fino a cinque metri che metteranno a dura prova i già stanchi velisti con il faticoso lavoro sulle virate e di spostamento dei pesi e del materiale di bordo. Le ultime previsioni dicono che i leader potrebbero giungere a Sanya, completando la seconda parte della terza tappa, sabato 4 febbraio.


La classifica odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede sempre Team Telefónica in prima posizione, in seconda i francesi di Groupama 4 che hanno perso qualcosa e si trovano a 9,3 miglia e, in terza gli americani di Puma Berg, a 26,5 miglia dai leader. Camper ETNZ naviga in quarta posizione a 60 miglia e ha sorpassato Abu Dhabi Ocean Racing che si trova ora a 4 miglia di distanza, a 64 dai battistrada, Team Sanya sempre sesto a 180,3 miglia.

martedì 31 gennaio 2012

Freddo siberiano in arrivo


Ancora bora gelida ed un abbassamento sensibile delle temperature, con punte fino a dieci gradi sotto lo zero, previste per questo fine settimana. Anche se non accompagnate da precipitazioni, queste le condizioni che investiranno la zona di Trieste e tutto il nordest.

lunedì 30 gennaio 2012

Rotta verso il mare aperto



Singapore - 30 gennaio 2012 - Team Telefónica è sempre in testa, quando la flotta all'ottavo giorno di regata si appresta ad uscire dallo stretto facendo rotta verso il mare aperto e nuove insidie, questa volta causate da una meteo che si prospetta poco favorevole. Gli spagnoli continuano l'intenso duello con Groupama 4, che dura ormai da più di due giorni, mentre si rifanno sotto gli americani di PUMA, rallentati da una rete da pesca impigliatasi nello scafo. Anche Abu Dhabi e CAMPER hanno riguadagnato terreno e sperano di poter recuperare ulteriormente nelle ultime mille miglia, mentre Team Sanya è ormai distaccato. Stasera l'ingresso nel mar cinese meridionale, per la lunga bolina verso la Cina.


Dopo una notte e una mattinata di lotta testa a testa, di bolina e con vento piuttosto leggero il leader Team Telefónica guidato da Iker Martínez e i francesi di Groupama 4 con lo skipper Franck Cammas, si apprestano ad uscire dallo stretto di Malacca, ora ormai più propriamente lo stretto di Singapore doppiando il faro Horsburgh e iniziando il tratto finale della terza tappa della Volvo Ocean Race verso Sanya. Ancora più di mille miglia che si preannunciano tutt'altro che semplici.


E, tuttavia, prima di liberarsi definitivamente dalle trappole e dalle insidie che tanta insonnia e tanti mal di testa hanno provocato ai navigatori, i due battistrada devono ancora percorrere lo stretto corridoio, largo appena due miglia e mezzo, creato per sfuggire all'intenso traffico mercantile all'ingresso del porto di Singapore, uno dei più congestionati al mondo. All'ottavo giorno di navigazione dalla partenza di Malè, le prime cinque barche sono distanziate di poco più di 20 miglia, mentre i cinesi di Team Sanya sono a oltre 152 miglia.


A bordo dei due Volvo Open 70 alla testa, l'atmosfera è tesa, visto che le due barche hanno navigato in contatto continuo, in un'occasione distanti solo una ventina di metri, in una sorta di continuo match race. Ad un certo momento si è persino assistito a uno scontro ravvicinato quando Groupama ha cercato di passare sopravento gli spagnoli, in una situazione di bonaccia quasi totale. Una piccola raffica di vento, ha negato ai transalpini di vincere la sfida, e Telefonica è rimasto alla guida del duo.


Il capoguardia di Team Telefónica Neal McDonald ha confermato che la fatica si fa sentire, visto che a bordo l'equipaggio è stato sveglio per 20 ore, nelle ultime 24, e ha strambato non meno di dodici volte per difendersi dagli attacchi degli inseguitori. Ma la prospettiva di tornare presto in mare aperto, si sta dimostrando molto motivante. "È una situazione molto intensa, si possono fare facilmente degli errori che costano miglia. C'è molta pressione per continuare a spingere la barca al massimo e per essere certi di prendere le decisioni giuste, continuamente. Siamo felici di uscire da questo posto e ritornare a navigare più diritti... Sembra che la bolina per noi vada bene, e speriamo dia vere buone condizioni, la barca è ben regolata, l'equipaggio è buono, le vele ottime e ci sentiamo a nostro agio in quelle andature."


Ma Franck Cammas e i suoi sono pronti ad attaccare. I francesi sono migliorati molto di bolina e lo skipper ha detto che spera di poter andare in testa e affrontare tutte le sfide che si presenteranno nelle 1.000 e più miglia verso Sanya. "È la parte in cui dovremo cercare di passare i leder, la bolina non è la nostra andatura migliore, ma siamo migliorati. È buono cominciare questo tratto con un po' di margine, in particolare su CAMPER, che è un'ottima barca da bolina."


Un poco più staccati, ma pur sempre vicini e terzi, gli americani di PUMA Mar Mostro hanno dovuto invece far fronte ad una sfida di diversa natura, visto che lo scafo nero è rimasto impigliato in una rete, è stato fermato per quasi un'ora nel tentativo di liberarsi e ha perso parecchia strada nell'incidente. Fortunatamente, gli statunitensi si sono ripresi in fretta e nelle ultime ore si sono rifatti sotto al duo di testa, ora distante poco più di sei miglia.


Alle spalle dei primi tre, l'opzione sottocosta di CAMPER non ha dato i frutti sperati, tanto che gli ispano/neozelandesi sono stati superati nella notte da Abu Dhabi Ocean Racing nel corso di un'altra intensa battaglia tattica bordo su bordo. CAMPER ha anche segnalato di aver dovuto alterare la proprio rotta diverse volte, per evitare i mercantili e in un caso scoprendo addirittura che la nave si era avvicinata per vedere meglio una barca tanto singolare, illuminandola a giorno con i fari di bordo. Declinata l'offerta di una birra fresca, i velisti hanno potuto continuare la loro navigazione.


Lo skipper di Abu Dhabi, Ian Walker si è detto divertito dal gioco tattico con CAMPER: "Siamo più vicini ai leader di quanto non lo siamo stati dal quarto giorno, e ci siamo divertiti a scambiarci di posizione con CAMPER nelle ultime 24 ore. Ieri sera finalmente siamo riusciti a passarli dopo una giornata intera all'inseguimento." Walker si è detto desideroso di affrontare la parte conclusiva del percorso verso la Cina, con l'impegnativa bolina al largo delle coste vietnamite. "Ora bisogna controllare bene tutta l'attrezzatura, fare un po' di manutenzione e altri lavoretti prima che le condizioni peggiorino." Tuttavia, sia lo scafo nero che quello rosso e bianco, nelle ultime 14 ore hanno rimontato parecchio, circa 30 miglia, sul gruppetto di testa e potrebbero rientrare in gioco nel tratto finale della tappa.


L'equipaggio di Team Sanya, intanto, sta vivendo un momento difficile, in ultima posizione e ormai staccato di oltre 150 miglia, avanza a soli 3 nodi di vento in un'aria debolissima. "Non riesco a descrivere cosa si prova a bordo adesso, la parola frustrazione non è sufficiente" ha scritto il Media Crew Member Andrès Soriano nel suo blog quotidiano. "Penso di poter dire che non c'è nessuno a bordo adesso che non preferirebbe essere di bolina con trenta nodi e più."


Secondo le previsioni del metereologo della Volvo Ocean Race Gonzalo Infante, una volta usciti dallo stretto, ossia una volta doppiato il faro Horsburgh Lighthouse, lasciandolo a sinistra, gli equipaggi si troveranno ad affrontare condizioni in evoluzione negativa, nel mar cinese meridionale. Si prevede, infatti, che dopo una navigazione con vento intorno ai 10/15 nodi fino all'arcipelago che comprende le isole di Ritan, Nunsa e Selia che le barche dovranno lasciare a destra, le arie di monsone presenti in zona aumenteranno fino a burrasca, con onde alte fino a quattro/cinque metri e frequenti temporali e colpi di vento. Sempre secondo Infante, l'unica opzione aperta per i team sarà quella di dirigersi verso la costa del Vietnam, che dista circa 450 miglia dall'arcipelago, per cercare di approfittare delle variazioni sottocosta. "Sarà una navigazione molto dura, con i venti di burrasca previsti e uno stato del mare in peggioramento. Gli equipaggi dovranno cercare di rallentare, per quanto possibile, le barche in modo da non incappare in rotture. Potrà succedere di tutto in quella zona." Ha detto il metereologo.


Essendo transitati più velocemente del previsto nello stretto, i primi team potrebbero giungere a Sanya un poco prima di quanto inizialmente predetto dai modelli di navigazione, cioè intorno a sabato 4 febbraio.


La classifica provvisoria odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede sempre Team Telefónica in prima posizione, in seconda i francesi di Groupama 4 a 3,2 miglia e in terza gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG, che hanno recuperato nelle ultime ore fino a portarsi a 6,5 miglia dai leader e fanno anche registrare la velocità migliore con 11 nodi. Abu Dhabi Ocean Racing naviga in quarta posizione a 20 miglia e a contatto con CAMPER with Emirates Team New Zealand che si trova a poco più di mezzo miglio di distanza, mentre in sesta posizione resta Team Sanya il cui distacco è di 152,2 miglia.